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Come si diventa una Frontier Firm? Dalla sperimentazione AI alla trasformazione dei processi

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Nel precedente articolo abbiamo visto come la Frontier Firm rappresenti un nuovo modello organizzativo, nel quale persone e agenti digitali collaborano all'interno dei processi aziendali. Ma come avviene concretamente questa trasformazione?

I casi presentati da Microsoft mostrano che il punto di partenza non è necessariamente un grande progetto di Intelligenza Artificiale. Più spesso si parte da un problema operativo preciso: processi troppo manuali, informazioni difficili da reperire, strumenti AI poco utilizzati oppure la necessità di costruire basi più solide di sicurezza e governance.

Prima semplificare, poi automatizzare

In alcuni progetti realizzati nei settori sanitario, finanziario e retail, i dipendenti dovevano gestire ogni giorno attività ripetitive attraverso strumenti diversi: inserire e trasferire dati tra sistemi non integrati, classificare richieste, elaborare e-mail e aggiornare manualmente le informazioni nei gestionali. Le automazioni esistenti erano distribuite su piattaforme differenti, difficili da mantenere e prive di una supervisione comune. Per questo la trasformazione è partita dal consolidamento tecnologico, trasferendo progressivamente automazioni e strumenti legacy verso Microsoft Power Platform e introducendo framework comuni di governance e analisi.

I risultati sono concreti:

  • la migrazione di due piattaforme di automazione ha generato un risparmio stimato di circa 2,2 milioni di dollari all'anno;
  • gli agenti sono arrivati a gestire oltre 50.000 e-mail ogni anno, con più di 9.000 ore di lavoro risparmiate;
  • l'analisi dei processi ha individuato come automatizzabile circa il 40% dei ticket gestiti.

Applicare l'AI a processi frammentati rischia di automatizzare inefficienze già esistenti: prima occorre capire dove intervenire, semplificare il flusso e creare una base tecnologica coerente.

Portare l'AI dentro il lavoro quotidiano

Un secondo caso arriva dal retail, dove è stato sviluppato un assistente virtuale direttamente all'interno dell'app già utilizzata dal personale dei punti vendita. L'obiettivo era aiutare gli operatori a recuperare più rapidamente informazioni su prodotti e disponibilità, supportare il riassortimento e rendere più semplice l'onboarding dei nuovi dipendenti.

L'aspetto interessante non è tanto l'introduzione dell'assistente, quanto il fatto che sia stato integrato direttamente negli strumenti già utilizzati dal personale. L'utente non deve aprire un nuovo strumento: può accedere all'AI all'interno del proprio flusso operativo, utilizzando dati aziendali disponibili e mantenendo tracciabilità e controllo sulle operazioni.

Per un'azienda fashion il principio è facilmente trasferibile. Un commerciale potrebbe interrogare il sistema sulla disponibilità di una specifica variante taglia/colore, un buyer potrebbe verificare rapidamente fabbisogni e ordini in ritardo, mentre il customer service potrebbe recuperare informazioni su ordini e consegne senza navigare tra più applicazioni.

La formazione come primo passo per adottare davvero l'AI

Un terzo caso riguarda un'azienda enterprise che aveva già messo a disposizione strumenti AI, ma voleva aumentarne l'utilizzo concreto. È stato quindi avviato un programma interno basato su formazione, utilizzo quotidiano dei prompt, condivisione dei casi d'uso e figure di AI champion incaricate di aiutare i colleghi a sperimentare nuove modalità di lavoro.

In nove mesi il programma ha raggiunto il 91% di adozione, con quasi un milione di prompt in 28 giorni e circa 25.000 esempi di utilizzo dell'AI condivisi internamente.

Il dato mostra che la trasformazione non è solo tecnologica. Le persone devono imparare quando delegare un'attività all'AI, come verificarne il risultato e soprattutto dove l'AI può produrre un vantaggio reale nel proprio lavoro quotidiano.

Cosa significa per le aziende fashion

I casi Microsoft mostrano che non esiste un unico percorso verso la Frontier Firm. Si può partire dalla revisione di un processo troppo manuale, dall'introduzione di un assistente nel flusso di lavoro, da un programma di adozione interna oppure dalla costruzione di una base più solida di sicurezza e governance.

Ciò che accomuna queste esperienze è un approccio molto concreto: partire da un problema di business, utilizzare dati affidabili, introdurre l'AI nel punto giusto del processo e misurare il risultato ottenuto.

È qui che Business Central e ModaSuite365 possono assumere un ruolo importante per le aziende fashion. L'ERP concentra una parte significativa del contesto operativo dell'impresa (clienti, fornitori, ordini, disponibilità, acquisti, costi e processi amministrativi), mentre ModaSuite365 aggiunge le informazioni e le logiche specifiche del settore, come modelli, colori, taglie, collezioni, stagionalità, produzione e distribuzione.

Questa base può diventare il contesto sul quale individuare, progressivamente, i processi nei quali l'AI può produrre valore reale. Non significa affidare tutto a un agente, ma capire dove persone e agenti digitali possono collaborare in modo efficace e misurabile.

La differenza tra sperimentare l'AI e diventare una Frontier Firm sta proprio qui: portare l'innovazione dentro i processi reali dell'impresa, un caso d'uso alla volta.

Quali processi della tua azienda potrebbero rappresentare il primo passo? Contattaci per capire come Business Central e ModaSuite365 possono supportare un percorso concreto verso un modello di impresa sempre più agentico.

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